Studio Fisioterapico Innocenti Tiziano

LINEE GUIDA DELLA REGIONE TOSCANA PER IL MAL DI SCHIENA (2015): importanti per clinici e pazienti

LINEE GUIDA DELLA REGIONE TOSCANA PER IL MAL DI SCHIENA (2015): importanti per clinici e pazienti

LINEE GUIDA DELLA REGIONE TOSCANA PER IL MAL DI SCHIENA (2015): importanti per clinici e pazienti

Schermata 2016-03-13 alle 23.45.42La regione Toscana ha pubblicato nell’Ottobre 2015, la nuova versione dei Percorsi Diagnostico-Terapeutici (Linee Guida) per il paziente con mal di schiena.

Nel documento, si può apprezzare ulteriormente come le indagini strumentali (come abbiamo già visto in un precedente articolo) risultino inutili ai fini diagnostici nel mal di schiena aspecifico; in particolare possiamo leggere che:

  1. Nei casi di lombalgia acuta, al fine di escludere patologie gravi (fratture, tumori, infezioni, aneurisma aortico), forme sistemiche e di origine viscerale, in una prima fase sono sufficienti un’accurata anamnesi e un esame obiettivo completo.
  2. Se anamnesi ed esame obiettivo non pongono il sospetto di cause gravi o sistemiche, non c’è indicazione a prescrivere esami strumentali.
  3. La diagnostica RM o TC è da prendersi in considerazione dopo 4-6 settimane di evoluzione non favorevole.
  4. Prima di 4-6 settimane, la diagnostica strumentale (RM, preferibilmente, o TC) è prevista solo in caso di sciatica iperalgica o deficit motorio improvviso o progressivo.
  5. La diagnostica Rx diretta è indicata solo nel sospetto di lesione traumatica.
  6. Ai soggetti con lombalgia acuta occorre consigliare di restare attivi, di non restare a riposo a letto, né seduti a lungo, ma di effettuare attività motoria a basso impatto, come nuotare o camminare e, se possibile, di non lasciare il lavoro.
  7. La terapia con mezzi fisici non è consigliata. 
Schermata 2016-03-13 alle 23.36.02

(PDT Regione Toscana 2015)

Si legge inoltre nelle linee guida del nostro Sistema Sanitario Nazionale che i pazienti con lombalgia aspecifica, senza segni di radicolopatia o di cause gravi, non hanno bisogno di consulenza specialistica.

Per quanto riguarda invece il mal di schiena cronico permane la necessità per il clinico di valutare tutti quei fattori psicosociali che possano in qualche modo sensibilizzare il paziente. Da un punto di vista terapeutico invece, l’approccio cognitivo/comportamentale di tipo tempo contingente risulta essere quello più indicato.