Studio Fisioterapico Innocenti Tiziano

LA GESTIONE DEL MAL DI SCHIENA: dove stiamo sbagliando?

LA GESTIONE DEL MAL DI SCHIENA: dove stiamo sbagliando?

LA GESTIONE DEL MAL DI SCHIENA: dove stiamo sbagliando?


Recentemente è stato pubblicato uno studio che aveva come obiettivo quello di confrontare le maggiori Linee Guida sulla gestione del mal di schiena ed osservare come (e se) le indicazioni contenute in esse siano variate dal 2010 ad oggi.

 

Tra gli altri aspetti evidenziati nel lavoro, sembra incredibile come nonostante ogni Linea Guida (o Clinical Practice Guideline – CPG) sconsigli l’utilizzo routinario delle bioimmagini (Risonanza Magnetica, RX, Ecografia), nonostante negli ultimi 8 anni questo sia stato rimarcato in ogni nuova Linea Guida prodotta, ancora oggi molti a pazienti con mal di schiena vengono prescritte Risonanze Magnetiche o RX come primo processo di diagnosi e cura. 

 

Perché?

 

 

Perché se da un lato la scienza ci dice che un trattamento aderente alle indicazioni delle Linee Guida risulta più efficace in termini di riduzione di disabilità nei pazienti con mal di schiena, dall’altro è ben testimoniato come sia l’ignoranza del Medico e del Fisioterapista la principale barriera ad una presa in carico adeguata del paziente!

 

 

Le CPG evidenziano bene che nella stragrande maggioranza dei casi, la valutazione dovrebbe essere diretta (già dalla prima visita) all’identificazione delle Yellow Flags, ovvero quei fattori psico-sociali che possono determinare un perdurare della sintomatologia dolorosa.

Quali sono queste Yellow Flags? La scienza ci dice che nei pazienti con mal di schiena i fattori psicosociali maggiormente determinanti il perdurare della condizione sono:

  1. Credere che l’attività fisica e il dolore percepito siano pericolosi 
  2. Essere sottoposti maggiormente a trattamenti passivi piuttosto che esercizi attivi
  3. Scarso supporto sociale

 

Come può il fisioterapista influire in modo positivo su questo?

  1. Educando il paziente circa la natura e l’evoluzione benigna del mal di schiena, rendendolo più consapevole e parte attiva del proprio processo di cura
  2. Stimolare la ripresa delle attività, esponendo gradualmente il paziente al carico e/o alla propria paura, dimostrando che la schiena è fatta per muoversi, piegarsi, sollevare oggetti di vario peso e dimensioni 
  3. Ascoltando le preferenze del paziente, facendo da “ponte” verso il rientro alle attività sportive e lavorative, cercando di destrutturare le convinzioni errate che inevitabilmente si instaurano

 

Come può l’ambiente sanitario invece influire in modo negativo sul processo di cura?

  1. Fornendo educazione sanitaria errata, consigliando il riposo a letto, l’astensione dalle attività ed ancor peggio prescrivendo RX e Risonanze Magnetiche senza una reale necessità 
  2. Somministrando farmaci come strategia terapeutica primaria (Approfondimento qui)
  3. Favorendo l’utilizzo di trattamenti poco utili, come le terapie fisiche, quali la Tecar e la Laserterapia, che rinforzano nel paziente la convinzione errata che sia un trattamento passivo ad essere risolutivo (Approfondimento qui)

 

Perchè?

 

Perchè la correlazione tra le bioimmagini e i sintomi lamentati del paziente è spesso scarsa o nulla!
Eseguire una risonanza magnetica precoce altro non fa che mettere in evidenza alcuni reperti (piccole ernie, protrusioni discali, osteofiti) che sono comuni anche in pazienti che non hanno sintomi!

Per questo, il loro utilizzo è sconsigliato in assenza di reale necessità (ovvero nei casi in cui si sospettano patologie gravi, come ad esempio fratture), dal momento in cui influenzano l’elaborazione del dolore (cioè come e quanto il paziente “sente” il proprio dolore – approfondimento) in modo negativo.

 

La schiena è fatta per muoversi, piegarsi, estendersi, inclinarsi e sollevare pesi.
Uno stile di vita attivo ed esercizio fisico regolare possono prevenire le recidive ed aiutare a combattere il dolore di schiena!