Studio Fisioterapico Innocenti Tiziano

INVECCHIAMENTO: Stereotipi e falsi miti sul dolore legato all’avanzare dell’età

INVECCHIAMENTO: Stereotipi e falsi miti sul dolore legato all’avanzare dell’età

INVECCHIAMENTO: Stereotipi e falsi miti sul dolore legato all’avanzare dell’età

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Le credenze errate sul dolore in età avanzata, sostenute da molti sanitari e pazienti, spesso agiscono come una barriera per un trattamento adeguato. Idee sbagliate circa l’inevitabilità del dolore nei pazienti più anziani influenzano le aspettative, la funzione cognitiva e le risposte autonomiche.

In uno studio longitudinale(1), coloro che hanno avuto una percezione dell’invecchiamento positiva quando erano 50enni, hanno mostrato un migliore livello di salute durante 2 anni di follow-up e vissuto, in media, 1/2 anni in più rispetto a coloro che avevano avuto una percezione negativa. Anche se la ricerca si è concentrata poco sugli stereotipi legati al dolore nel paziente anziano, la loro importanza è da tempo riconosciuta .

Venti anni fa , una revisione della letteratura ha scoperto che le credenze dei pazienti più anziani sul dolore potrebbero avere un effetto negativo sulla sua gestione(2). Nel 2011 , un rapporto dell’Istituto di medicina ha trovato una necessità fondamentale nel contrastare i miti , le incomprensioni , gli stereotipi , e le credenze che ostacolano la gestione del dolore nei pazienti durante tutto l’arco della vita(3).

 

STEREOTIPO N°1
Il dolore è una naturale conseguenza del processo di invecchiamento

Il dolore cronico è spesso percepito come una condizione legata all’età. Spesso i medici considerano il dolore come una parte inevitabile del processo di invecchiamento e si approcciano al paziente con frasi del tipo “E cosa si aspetta? Sta invecchiando ed è normale sentire dolore”.

Il dolore è inevitabile? NO
Il dolore cronico è comune negli anziani (alcuni articoli riportano un picco di incidenza intorno a 65 e 85 anni), ma numerosi studi non sono riusciti a trovare una chiara correlazione tra età e dolore.

Al contrario è riportato in letteratura che molti disturbi legati al dolore cronico sono meno frequenti con l’avanzare dell’età: molti studi hanno dimostrato una minor prevalenza di dolore lombare, al collo e alla faccia nei pazienti anziani rispetto a persone più giovani(4). Tutti queste evidenze confutano lo stereotipo che il dolore è un sintomo inevitabile con l’avanzare dell’età, e sfidano il concetto di cronicità come normale conseguenza alla vecchiaia che ne rende inutile il trattamento.

 

STEREOTIPO N°2
Il dolore peggiora con il trascorrere del tempo

Molti medici e molti pazienti si aspettano che il dolore peggiori con il passare del tempo. In un’intervista condotta in America del Nord, l’87% degli intervistati ha mostrato la convinzione che il dolore è una costante ed inevitabile dell’invecchiamento(5); questo motivato dal fatto che l’avanzare dell’etá rende più suscettibili a condizioni dolorose come l’artrosi, che vede la sua condizione peggiorare con il tempo.

Il dolore peggiora sempre? NON NECESSARIAMENTE
Molti studi hanno correlato il dolore dei pazienti con l’avanzare dell’età; altrettanti tuttavia, non hanno trovato un link chiaro tra essi. Uno studio di coorte recente(6) ha dimostrato che in pazienti affetti da artrosi, lo spazio intrarticolare è diminuito durante 3 anni, ma questo non è stato seguito da un sostanziale peggioramento della condizione dolorosa. In un campione di popolazione Norvegese, è stato visto che il numero medio di parti del corpo affette da dolore è diminuito in pazienti over 60(7).

L’enorme eterogenicitá sia nel vissuto esperienzale che nell’intensità del dolore tra persona e persona, suggerisce che la correlazione età-dolore non è prevedibile e contraddice il paradigma biologico che prevede un peggioramento del dolore legato al trascorrere del tempo.

 

STEREOTIPO N°3
L’assunzione di analgesici crea dipendenza

I pazienti spesso credono che la prescrizione di farmaci analgesici, specialmente oppioidi, crei dipendenza e spesso gli anziani si rifiutano di assumerli proprio per questo motivo. Tale stereotipo è spesso condiviso e alimentato dalla famiglia, dagli amici ed, a volte, anche dal personale sanitario.

Quanto è alto il rischio di dipendenza?PER GLI ANZIANI È MOLTO BASSO
Uno studio restrospettivo, ha dimostrato che in una coorte di pazienti anziani che avevano iniziato un trattamento a base di oppioidi per il dolore cronico, solo il 3% ha mostrato effetti correlabili all’abuso del farmaco(8). Inoltre l’utilizzo di oppioidi a lungo termine tra gli anziani è inusuale, e in genere il loro impiego viene terminato dopo 1-2 prescrizioni(9, 10). Decenni di ricerche hanno dimostrato che il rischio di dipendenza da utilizzo di oppioidi in pazienti anziani è veramente basso(11, 12).

 

 

 

Tratto e adattato da:

Thielke S, Sale J, Reid C; Is pain a natural part of aging? Does “toughing it out” make pain more tolerable? Read on to see what the evidence really says regarding 4 common misconceptions about pain and aging. The journal of fam pract 2002;61(11):666-70.


 

Bibliografia:

  1. Levy BR, Slade MD, Kasl SV. Longitudinal bene t of positive self- perceptions of aging on functional health. J Gerontol B Psychol Sci Soc Sci. 2002;57:409–417. 
  2. Ho and SL. Elder beliefs: blocks to pain management. J Geron- tol Nurs. 1992;18:19-23. 
  3. Institute of Medicine. Relieving Pain in America: A Blueprint for Transforming Prevention, Care, Education, and Research. Wash- ington, DC: National Academies Press; 2011 
  4. National Center for Health Statistics. Special feature: pain. In:
    Health, United States, 2006 with Chartbook on Trends in the Health of Americans. Hyattsville, Md: Centers for Disease and Prevention; 2006:68-87. Available at: http://www.cdc.gov/ nchs/data/hus/hus06.pdf. Accessed October 16, 2012.
  5. Sarkisian CA, Hays RD, Mangione CM. Do older adults expect to age successfully? e association between expectations regard- ing aging and beliefs regarding healthcare seeking among older adults. J Am Geriatr Soc. 2002;50:1837-1843. 
  6. Dieppe PA, Cushnaghan J, Shepstone L. e Bristol ‘OA500’ study: progression of osteoarthritis (OA) over 3 years and the re- lationship between clinical and radiographic changes at the knee joint. Osteoarthritis Cartilage. 1997;5:87-97.
  7. Kamaleri Y, Natvig B, Ihlebaek CM, et al. Change in the number of musculoskeletal pain sites: a 14-year prospective study. Pain. 2009;141:25-30. 
  8. Reid MC, Henderson CR Jr, Papaleontiou M, et al. Characteristics of older adults receiving opioids in primary care: treatment dura- tion and outcomes. Pain Med. 2010;11:1063-1071.
  9. Solomon DH, Rassen JA, Glynn RJ, et al. e comparative safety of opioids for nonmalignant pain in older adults. Arch Intern Med. 2010;170:1979-1986. 
  10. ielke SM, Simoni-Wastila L, Edlund MJ, et al. Age and sex trends in long-term opioid use in two large American health sys- tems between 2000 and 2005. Pain Med. 2010;11:248-256.
  11. Soden K, Ali S, Alloway L, et al. How do nurses assess and manage breakthrough pain in specialist palliative care inpatient units? A multicentre study. Palliat Med. 2010;24:294-298.
  12. Papaleontiou M, Henderson CR Jr, Turner BJ, et al. Outcomes as- sociated with opioid use in the treatment of chronic noncancer pain in older adults: a systematic review and meta-analysis. J Am Geriatr Soc. 2010;58:1353-1369.