Studio Fisioterapico Innocenti Tiziano

DOLORE DI SPALLA: la chirurgia è realmente d’aiuto?

DOLORE DI SPALLA: la chirurgia è realmente d’aiuto?

DOLORE DI SPALLA: la chirurgia è realmente d’aiuto?

 

Il dolore di spalla è una condizione molto frequente ed invalidante nella popolazione:s i stima che sia la terza causa di visite per problemi muscoloscheletrici, nonché il 16% del totale delle consulenze ambulatoriali degli Ortophedic Manipulative Therapist (OMT)1; viene definito cronico qualora sia presente per più di 6 mesi e tra le condizioni a più alto rischio di croncità ci sono i disordini legati alla cuffia dei rotatori2.

Sempre più spesso i pazienti giungono all’attenzione dei professionisti sanitari carichi di risultati di bioimmagini spesso fuorvianti: da un lato, è noto come le indagini diagnostiche siano nella stragrande maggioranza non correlate con la clinica del paziente in molte delle più comuni affezioni muscolo-scheletriche (come il mal di schiena – APPROFONDIMENTO QUI), dall’altro sappiamo che anche per quanto riguarda la spalla, l’ecografia e la risonanza magnetica hanno una scarsa sensibilità nel diagnosticare lesioni parziali o tendinopatie della cuffia dei rotatori3.

In uno studio4 del 2002 condotto su giocatori di baseball asintomatici, è stato visto come il 79% di essi mostrasse alle bioimmagini cambiamenti morfologici della cuffia dei rotatori della spalla con la quale lanciavano, ed addirituttura l’86% aveva tali cambiamenti nella spalla controlaterale, senza mai aver sviluppato alcun sintomo. Un altro studio5 più recente (2016) ha mostrato come il 68% dei giocatori di baseball asintomatici analizzati, aveva tendinopatia della cuffia dei rotatori, il 32% lesioni al sovraspinato ed il 21% artrosi all’articolazione acromion-clavicolare.

Un numero sempre maggiore di pazienti, forte del risultato degli esami diagnostici, viene sottoposto ad operazioni chirurgiche nel tentativo di risolvere il problema.

 

Ma la chirurgia è realmente utile ed efficace?

Alcune revisioni sistematiche6, 7 recenti ci hanno dimostrato come l’acromionplastica (sia in artroscopia che a cielo aperto) non è superiore rispetto all’esercizio terapeutico nel trattamento della tendinopatia della cuffia dei rotatori. In aggiunta, la chirurgia è più costosa e maggiormente associata ad assenza dal posto di lavoro rispetto ad un approccio conservativo; inoltre l’esercizio ha un costo minore e minori eventi avversi.

In aggiunta a quanto detto, alcuni studi8, 9 hanno evidenziato come il miglioramento clinico  a lungo termine non differiva in modo rilevante tra coloro che hanno avuto una riparazione artroscopica andata bene e coloro che hanno avuto una rilesione tendinea per artroscopia fallimentare!

 

Alla luce di tutto questo, possiamo parlare di chirurgia come un placebo?

Uno studio10 del 2002 ha mostrato come, in pazienti con artrosi di ginocchio, non c’è stata differenza in termini di outcome clinici tra pazienti che hanno subito un lavaggio artroscopico, debriment e chirurgia placebo (sola incisione sulla cute): una meta-analisi recente11 riporta che gli effetti aspecifici della chirurgia (non legati dunque alla risoluzione del problema meccanico) sono ampi e che c’è necessità di maggiori studi che permettano di evitare l’utilizzo di approcci terapeutici inefficaci.

Alla luce di queste evidenze scientifiche, l’esercizio costituisce comunque l’approccio terapeutico di prima scelta in questa tipologia di disordini muscolo-scheletrici di spalla.

 

 


Bibliografia:

1 – Croft P, Pope D, Silman A. The clinical course of shoulder pain: prospective cohort study in primary care. Primary Care Rheumatology Society Shoulder Study Group. Bmj. 1996;313:601-602.
2 – Burbank KM, Stevenson JH, Czarnecki GR, Dorfman J. Chronic shoulder pain: part I. Evaluation and diagnosis. American family physician. 2008;77:453-460.
3 – Lenza M, Buchbinder R, Takwoingi Y, et al. Magnetic resonance imaging, magnetic resonance arthrography and ultrasonography for assessing rotator cuff tears in people with shoulder pain for whom surgery is being considered. Cochrane Database Syst Rev. 2013;1-139.
4 – Miniaci A, et al. Magnetic resonance imaging of the shoulder in asymptomatic professional baseball pitchers. Am J Sports Med. 2002 Jan-Feb;30(1):66-73.
5 – Filippo Del Grande, Michael Aro, Sahar Jalali Farahani, et al. HIGH-RESOLUTION 3-T MAGNETIC RESONANCE IMAGING OF THE SHOULDER IN NONSYMPTOMATIC PROFESSIONAL BASEBALL PITCHER DRAFT PICKS. J Comput Assist Tomogr 2016 Jan-Feb;40(1):118-25
6 – Toliopoulos P, Desmeules F, Boudreault J et al. Efficacy of surgery for rotator cuff tendinopathy: a systematic review. Clin Rheumatol. 2014;33(10):1373-83.
7 – Tashjian RZ. Is there evidence in favor of surgical interventions for the subacromial impingement syndrome? Clin J Sport Med. 2013 Sep;23(5):406-7
8 – Voigt C, Bosse C, Vosshenrich R, et al. Arthroscopic supraspinatus tendon repair with suture-bridging technique: functional outcome and magnetic resonance imaging. Am J Sports Med. 2010 May;38(5):983-91.
9 – Carr AJ, Cooper CD, Campbell MK, et al. Clinical effectiveness and cost-effectiveness of open and arthroscopic rotator cuff repair. Health Technol Assess. 2015 Oct;19(80):1-218
10 – Moseley JB, O’Malley K, Petersen NJ, et al. A controlled trial of arthroscopic surgery for osteoarthritis of the knee. N Engl J Med. 2002 Jul 11;347(2):81-8.
11 – Jonas WB, Crawford C, Colloca L, et al. To what extent are surgery and invasive procedures effective beyond a placebo response? A systematic review with meta-analysis of randomised, sham controlled trials. BMJ Open. 2015 Dec 11;5(12):e009655