Studio Fisioterapico Innocenti Tiziano

DOLORE DI SPALLA: breve guida all’uso per il paziente

DOLORE DI SPALLA: breve guida all’uso per il paziente

DOLORE DI SPALLA: breve guida all’uso per il paziente

 

La letteratura scientifica degli ultimi anni ci ha confermato come spesso il dolore del paziente non è correlato all’entità del danno anatomico: questo è stato ampiamente dimostrato nelle problematiche della colonna vertebrale, ma cosa possiamo realmente dire circa il dolore di spalla?

 

Il dolore di spalla è una condizione molto frequente ed invalidante nella popolazione. 
Si stima che il dolore di spalla sia la terza causa di visite per problemi muscoloscheletrici, nonché il 16% del totale delle consulenze ambulatoriali degli Ortophaedic Manipulative Therapist (OMT); viene definito cronico qualora sia presente per più di 6 mesi e tra le condizioni a più alto rischio di cronicità ci sono i disordini legati alla cuffia dei rotatori.

Spesso, quando il paziente avverte dolore, rischia di finire vittima inconsapevole delle bioimmagini (Risonanza Magnetica Nucleare – RMN, Ecografia, ecc..), dal momento che vengono frequentemente proposte come indagini primarie di routine.

 

Eseguire un approfondimento diagnostico in acuto è realmente utile?

In letteratura è stato dimostrato che le più comuni tecniche di bioimaging come la RMN e l’ecografia hanno una buona accuratezza diagnostica in caso di lesioni tendinee totali in pazienti con dolore di spalla che tuttavia diminuisce in modo sensibile al diminuire dell’entità della lesione.
Questo significa che tali tecniche risultano essere  abbastanza affidabili se vi è il sospetto di una lesione tendinea totale, ma che sono scarsamente utili qualora la lesione sia parziale o sub-totale.

Infatti, numerose Linee Guida cliniche sconsigliano l’utilizzo della diagnostica per immagini prima di 6 settimane dall’esordio dei sintomi, dal momento che essa non risulta utile nella pianificazione e nella conduzione di un programma riabilitativo.

 

 

Io però ho dolore alla spalla, mi sono fatto una Risonanza e ho visto che ci sono piccole disomogeneità tendinee ed anche alcune calcificazioni, mi stai dicendo che non sono quelle le responsabili del mio problema?

 

Esatto. Spesso calcificazioni ed altri reperti simili sono comuni anche in pazienti che non hanno sintomi.

 

Numerosissime evidenze scientifiche ci dimostrano come lesioni tendinee, anche sub-totali, non siano necessariamente associate a dolore o ad alterazioni della funzionalità percepite dal paziente; a sostegno di ciò, un recente studio condotto da colleghi Americani ci conferma che il dolore e le menomazioni di tipo funzionale in soggetti sintomatici non sono affatto correlabili a fattori strutturali quali la dimensione del danno tissutale (grandezza della lesione tendinea), la presenza di infiltrazioni adipose, retrazioni tendinee o atrofia muscolare (tutti reperti che spesso sono rilevati alla Risonanza Magnetica).

 

 

Chi mi ha visitato però ha eseguito su di me alcuni test manuali e mi ha detto che devo rimanere in assoluto riposo. Come mai?

I test manuali sono stati i protagonisti dell’approccio valutativo ai problemi di spalla per decenni. Purtroppo, essi non risultano essere affidabili, non consentono di creare etichette diagnostiche credibili e sopratutto non guidano il fisioterapista nel trattamento.

Anzi: uno studio ha dimostrato che in pazienti con dolore di spalla, a fine del trattamento proposto, i test manuali somministrati in valutazione erano ancora positivi, mentre la funzionalità globale era migliorata.

Non solo!, i test manuali risultano essere poco affidabili anche se somministrati in cluster, ovvero che anche più test contemporaneamente positivi non ci consentono di trarre conclusioni clinicamente utili.
Alla luce di tutto questo, spesso il riposo risulta essere controproducente nel processo di guarigione.

 

Mi hanno proposto infiltrazioni per risolvere il mio problema, sono utili?

Un recentissimo studio ci conferma come le infiltrazioni di corticosteroidi sembrano avere un’efficacia breve e limitata nel medio periodo (tra 4 e 8 settimane) nei pazienti con dolore di spalla.
Inoltre, tale miglioramento è di piccola entità e transitorio, e non aumenta a seguito di una seconda iniezione.

Nel breve e lungo termine invece le infiltrazioni non sono risultate più efficaci del placebo. Come ogni proposta terapeutica però, non sono da demonizzare. Nel caso il trattamento conservativo stenti a funzionare, o in caso la reattività sia alta, possono (in alcuni pazienti) essere utili per gestire il quadro, in associazione alla fisioterapia.

 

 

 

E quindi??? Ho dolore alla spalla ma non posso fare affidamento nè sulla risonanza, nè sui test manuali e tantomeno nelle infiltrazioni. Posso guarire o devo operarmi?

Certo! Abbiamo già visto qui come la chirurgia sia indicata in pochissimi pazienti e spesso solo a fallimento del trattamento conservativo.

Il fisioterapista specializzato in Terapia Manuale può aiutarti a sconfiggere il problema: attraverso un’attenta valutazione si può ben capire quale sia la direzione preferenziale della disfunzione, riducendo già in fase di valutazione il dolore. Il paziente così ha modo di sperimentare che effettivamente lo stesso gesto che poco prima provocava dolore, adesso è innocuo.

Attraverso esercizi specifici il miglioramento ottenuto nella prima seduta può essere rinforzato a domicilio, ottenendo spesso un rapido sollievo dal dolore ed un aumento della funzionalità globale già dalle prime sedute.

 

VIDEO: Riabilitazione in lesione massiva di cuffia dei rotatori